Urasam Lombardia
Unione regionale associazione per la Salute Mentale
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        Chi Siamo

U.R.A.Sa.M.
Lombardia


Unione Regionale Associazioni
per la salute mentale


Via M.A.Colonna, 57

20149 Milano

Tel.
331.643.22.20


E-mail:

urasamlombardia@gmail.com
Iscritta al Registro Regionale del volontariato al n.2937. con provvedimento n.3067 del 12.2.2001 e trasferita a n. MI 45..
Iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di solidarietà famigliare al n. 525. con provvedimento n.3932 del 11.3.2004

U.R.A.Sa.M. promuove:

la diffusione di una corretta informazione sul disagio psichico e l'affermazione di una adeguata cultura a favore della salute mentale;

la raccolta e la divulgazione delle notizie riguardanti le attività e le strutture per la salute mentale;

la sensibilizzazione delle Istituzioni e dei mass media attraverso convegni ed azioni di mobilitazione per sollecitare interventi per la soluzione di specifici problemi;

ogni iniziativa tendente alla tutela dei diritti delle persone con disturbo psichico e delle loro famiglie;

il sostegno delle iniziative finalizzate a curare e riabilitare le persone con disagio psichico e favorire il loro inserimento nella Società;

la vigilanza sul funzionamento dei Servizi territoriali perchè dispongano di personale e di risorse necessarie atte a garantire risposte differenziate alla diversità dei bisogni.

All'insegna del motto “INSIEME E' POSSIBILE”

U.R.A.Sa.M. vuole realizzare una maggiore aggregazione delle Associazioni di famigliari e di volontari nel comune operare per la salute mentale tesa a far si che i famigliari di ammalati psichici non siano laciati soli ad affrontare situazioni a volte superiori alle loro capacità e possibilità, conseguenza anche di un diffuso comportamento sociale che fa sentire il malato e la sua famiglia “frutto di una cultura del rifiuto”.
Ci anima la speranza che venga fatto posto invece ad una cultura di servizio e di solidarietà verso chi ha bisogno dell'altro a causa delle proprie difficoltà.

L'azione della nostra Associazione a fianco delle Associazioni di base a far si che queste stesse Associazioni non dimentichino che occorre saper fare oltre che saper dire e che la fattiva partecipazione dei famigliari è una risorsa fondamentale nella gestione di un progetto personalizzato a favore del proprio congiunto.

Così il lavoro prodotto dalle Associazioni di famigliari e di volontari puo tramutarsi in forma organizzata, propositiva, capace di conoscere e di rivendicare con proposte qualificate una nuova stagione di diritti per coloro che vivono condizioni di disagio.

                         

I famigliari e le loro Associazioni denunciano la carenza di una reale possibilità dell'esercizio di rappresentanza e del loro riconoscimento istituzionale.

Infatti gli istituti di partecipazione dell'associazionismo dei famigliari e degli utenti sono assenti, salvo lodevoli eccezioni, benchè previsti da una abbondante e copiosa normativa nazionale e regionale, in particolare in tutti i Progetti Obiettivo, all'interno dei quali ne è sancita la formale espressione in ambito di Dipartimento per la salute mentale.
I famigliari devono essere considerati risorsa fondamentale nella gestione del disagio psichico e per diventare partner dei Servizi negli aspetti di programmazione e di valutazione.

                         

Le Associazioni dei famigliari e dei volonatari per la salute mentale hanno potuto trovare recentemente nella legge 328/2000 uno spazio istituzionale.

In questa legge al Terzo settore (e quindi alle Associazioni dei famigliari e dei volontari per la salute mentale, che fanno parte del Terzo settore) è riconosciuto un ruolo estremamente significativo: ciò deve essere di sprone a bene utilizzare le nuove oppurtunità che essa prospetta, con un sentimento di convinta partecipazione al processo di innovazione delle paratiche sociali che comporta.
Il confronto con i Comuni e con il Territorio, attraverso i Piani di Zona, può finalmente far emergere tutte le problematiche di questo settore.

Dobbiamo chiedere a gran voce la costituzione di un tavolo specifico di lavoro per la psichiatria, dove poter far emergere questo settore dai rigidi confini dall'Azienda Ospedaliera, nei quali è stato regalato in questi anni, e dove le stesse problematiche non siano considerate solo “sanitarie” ma con una forte apertura al sociale.

Unitamente alle Associazioni di base, il nostro impegno mira a fare in modo che i portatori di disagio psichico siano PERSONE con diritto di cittadinanza, anche per quanto attiene il campo socioassistenziale, la casa, il diritto al lavoro, l'assistenza domiciliare, convinti che l'attuazione di questo obiettivo significhi riportare la PERSONA al centro dell'attenzione di tutti gli attori sociali .
Promuovendo momenti di informazione per diffondere una cultura della salute mentale per superare lo stigma, le singole comunità avranno la possibilità di sentirsi parte attiva nell'accoglienza di queste Persone all'interno del contesto sociale.