U.R.A.Sa.M.
promuove:
la diffusione di una corretta informazione sul disagio psichico
e l'affermazione di una adeguata cultura a favore della salute
mentale;
la raccolta e la divulgazione delle notizie riguardanti le attività e
le strutture per la salute mentale;
la sensibilizzazione delle Istituzioni e dei mass media attraverso
convegni ed azioni di mobilitazione per sollecitare interventi
per la soluzione di specifici problemi;
ogni iniziativa tendente alla tutela dei diritti delle persone
con disturbo psichico e delle loro famiglie;
il sostegno delle iniziative finalizzate a curare e riabilitare
le persone con disagio psichico e favorire il loro inserimento
nella Società;
la vigilanza sul funzionamento dei Servizi territoriali perchè dispongano
di personale e di risorse necessarie atte a garantire risposte
differenziate alla diversità dei bisogni.
All'insegna
del motto “INSIEME E' POSSIBILE”
U.R.A.Sa.M. vuole realizzare una maggiore aggregazione delle Associazioni
di famigliari e di volontari nel comune operare per la salute mentale
tesa a far si che i famigliari di ammalati psichici non siano laciati
soli ad affrontare situazioni a volte superiori alle loro capacità e
possibilità, conseguenza anche di un diffuso comportamento
sociale che fa sentire il malato e la sua famiglia “frutto
di una cultura del rifiuto”.
Ci anima la speranza che venga fatto posto invece ad una cultura
di servizio e di solidarietà verso chi ha bisogno dell'altro
a causa delle proprie difficoltà.
L'azione della nostra Associazione a fianco delle Associazioni
di base a far si che queste stesse Associazioni non dimentichino
che occorre saper fare oltre che saper dire e che la fattiva partecipazione
dei famigliari è una risorsa fondamentale nella gestione
di un progetto personalizzato a favore del proprio congiunto.
Così il lavoro prodotto dalle Associazioni di famigliari
e di volontari puo tramutarsi in forma organizzata, propositiva,
capace di conoscere e di rivendicare con proposte qualificate una
nuova stagione di diritti per coloro che vivono condizioni di disagio.
I famigliari e le loro Associazioni denunciano la carenza di una
reale possibilità dell'esercizio di rappresentanza e del
loro riconoscimento istituzionale.
Infatti gli istituti di partecipazione dell'associazionismo dei
famigliari e degli utenti sono assenti, salvo lodevoli eccezioni,
benchè previsti da una abbondante e copiosa normativa nazionale
e regionale, in particolare in tutti i Progetti Obiettivo, all'interno
dei quali ne è sancita la formale espressione in ambito
di Dipartimento per la salute mentale.
I famigliari devono essere considerati risorsa fondamentale nella
gestione del disagio psichico e per diventare partner dei Servizi
negli aspetti di programmazione e di valutazione.
Le Associazioni dei famigliari e dei volonatari per la salute
mentale hanno potuto trovare recentemente nella legge 328/2000
uno spazio istituzionale.
In questa legge al Terzo settore (e quindi alle Associazioni dei
famigliari e dei volontari per la salute mentale, che fanno parte
del Terzo settore) è riconosciuto un ruolo estremamente
significativo: ciò deve essere di sprone a bene utilizzare
le nuove oppurtunità che essa prospetta, con un sentimento
di convinta partecipazione al processo di innovazione delle paratiche
sociali che comporta.
Il confronto con i Comuni e con il Territorio, attraverso i Piani
di Zona, può finalmente far emergere tutte le problematiche
di questo settore.
Dobbiamo chiedere a gran voce la costituzione di un tavolo specifico
di lavoro per la psichiatria, dove poter far emergere questo settore
dai rigidi confini dall'Azienda Ospedaliera, nei quali è stato
regalato in questi anni, e dove le stesse problematiche non siano
considerate solo “sanitarie” ma con una forte apertura
al sociale.
Unitamente alle Associazioni di base, il nostro impegno mira a
fare in modo che i portatori di disagio psichico siano PERSONE
con diritto di cittadinanza, anche per quanto attiene il campo
socioassistenziale, la casa, il diritto al lavoro, l'assistenza
domiciliare, convinti che l'attuazione di questo obiettivo significhi
riportare la PERSONA al centro dell'attenzione di tutti gli attori
sociali .
Promuovendo momenti di informazione per diffondere una cultura
della salute mentale per superare lo stigma, le singole comunità avranno
la possibilità di sentirsi parte attiva nell'accoglienza
di queste Persone all'interno del contesto sociale.
|